Le acque reflue

Novembre 21, 2019

Le acque reflue sono tutte quelle acque le cui caratteristiche iniziali sono pregiudicate dopo l’utilizzo domestico, industriale o agricolo.

Dopo l’uso, infatti, sono contaminate con sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente: per questo gli impianti fognari devono garantire il loro corretto smaltimento evitando che finiscano in mare, nei fiumi e nei laghi così come sono, inquinando l’ecosistema.
Se le acque dovessero entrare in contatto con la natura, infatti, si verificherebbe un grosso danno all’ambiente.

Le acque reflue si distinguono in acque nere e acque bianche e gli impianti fognari devono avere delle tubazioni distinte che conducono a diverse strutture di trattamento.

Entrambe devono essere smaltite e depurate correttamente per evitare anche i cattivi odori.

Le prime, le acque nere, sono quelle prodotte dall’attività umana, domestica e industriale e si caratterizzano per il loro alto livello d’inquinamento e per le sostanze dannose che contengono al loro interno.
Si distinguono in:

  • Acque di scarico industriale;
  • Acque fecali, ossia quelle provenienti dai sanitari del bagno;
  • Acque bionde, ossia quelle di docce, bidet, vasche e lavandini dei bagni (no cucina);
  • Acque grigie, ossia quelle provenienti dalle cucine o dalle lavanderie;
  • Acque saponate grasse, ossia quelle con presenza di olio e detersivi che provengono dalle cucine.

Le acque bianche, invece, sono quelle prodotte dalla natura o usate dall’uomo al loro stato naturale.
Si dividono in:

  • Acque di raffreddamento, ossia quelle che provengono da impianti industriali;
  • Acque utilizzate per lavare le strade;
  • Acque superficiali, ossia quelle pluviali o meteoritiche di dilavamento.

Nessuna di queste può essere reimmessa in natura senza essere depurata. L’ambiente, infatti, non tollererebbe le sostanze organiche e inorganiche con le quali sono venute a contatto perché non ha una capacità auto-depurativa tale da riuscire a smaltirle. 

Il processo di depurazione di queste acque ha più fasi: queste vengono private delle particelle indesiderate fino a che non possono essere versate in mare, nei laghi, nei fiumi o nel terreno. Senza arrecare danno all’ambiente.
Si elimina ogni sostanza galleggiante o disciolta; quello che rimane si trasforma in materia biodegradabile. Quindi, il processo si conclude con la disinfezione e con lo smaltimento di liquami e fanghi.